Descrizione
«Ho ucciso il tu / senza raccogliere i cocci / squamata di silenzi / come carta vetrata / passata sul cuore / Ho ucciso il tu / ripulendo lorizzonte / con un colpo di spugna.» Si conclude con questi versi lapidari, che non lasciano margini allinterpretazione, la silloge poetica di Silvia Sinibaldi. Sono parole amare, cariche di rimpianto ma prive di risentimento, a chiusura e suggello di quel cerchio immaginario che lautrice aveva aperto nella prima pagina rivolgendosi anche in quel caso, e più volte andando avanti, a un tu indefinito, astratto ma profondamente umanoo disumano, se si preferisce , che lascia dietro di sé una scia di dolore e frustrazione. Con un gesto impetuoso e perentorio quel tu viene spazzato via, ed è salvifica questa volontà di liberarsi di ciò che fa male, voltare pagina e riappropriarsi di sé, come dimostrano gli ultimi tre versi, nei quali con un improvviso cambio di rotta il tono si alleggerisce, apre squarci dazzurro, e quasi ci pare di respirare a pieni polmoni una boccata daria fresca portata dal mare: «Ma il mare è il mare / e nuotando mi assale / una grande fierezza». (Dalla postfazione di Guido Spaini)
| Editore: | Corsiero Editore |
| Collana: | Strumenti umani |
| Codice EAN: | 9791280824509 |
| Anno edizione: | 2024 |
| Anno pubblicazione: | 2024 |
| Dati: | 86 p., brossura |





