Descrizione
Come un rullo compressore, lo sport-spettacolo spiana la strada a un progetto di società senza progetto, cioè senza ideali profondi. L'autore, architetto e studioso dell'estetica contemporanea, mostra le derive totalitarie e disumanizzanti dello sport. Ma questo saggio non è solo un tentativo di demistificare la "religione del XXI secolo" o la "decadenza della modernità", è anzitutto una ricerca sulle ragioni pulsionali di questa spettacolarità malata che ha luogo nello sport. Un fenomeno che tradisce gli ideali di lealtà e di competizione tra atleti, dove il doping mette a repentaglio la salute fisica degli atleti spingendoli a realizzare sempre nuovi record; dove le speculazioni economiche camminano a fianco di interessi nazionali e internazionali dietro i quali si cela anche la propaganda politica (come già nelle Olimpiadi a Berlino del 1936, che il nazismo interpretò come la prova generale della superiorità tedesca sullo scenario internazionale; o come quelle di Pechino del 2008, la cui cornice scenografica celava le grandi questioni politiche irrisolte della società cinese); dove, infine, lo stadio, grazie ai mezzi elettronici e alla televisione, diventa un gigantesco schermo sul quale passa una nuova realtà, parallela a quella di tutti i giorni, ma dominata da istinti di aggressività, xenofobie e ogni forma di violenza generate dalla società dei consumi nell'epoca della globalizzazione.
| Traduttore: | G. Rossi |
| Editore: | Medusa Edizioni |
| Collana: | La zona rossa |
| Codice EAN: | 9788876982545 |
| Anno edizione: | 2012 |
| Anno pubblicazione: | 2012 |
| Dati: | 171 p., brossura |





