Descrizione
Il depotenziamento del linguaggio è attuato dal capitalismo nel suo allontanamento dalla persona e dalla comunità: povertà lessicale, manomissione dei significati, riduzione della parola a funzione calcolante, aggressione culturale imperialistica alle lingue nazionali. La povertà lessicale trova la sua ragion dessere nel capitale globale: ogni riflessione eccedente i bisogni delleconomia è già un limite per le logiche mercantili. La lingua deve tracciare il suo senso nella produttività, nellimmediatezza della sua spendibilità, essere funzione dellillimitatezza della valorizzazione. Ogni linguaggio non spendibile è stigmatizzato come inutile. Diviene così funzione, calcolo per previsioni consumistiche: oltre vi è il nulla. La neolingua si struttura nellatomizzazione di pensieri che devono perdersi nellemozione dellimmediato delle pseudo relazioni virtuali. Il nichilismo di massa è alimentato e vive attraverso lincompetenza linguistica che derealizza la realtà in monconi fonetici. Il riduzionismo politico filosofico si sostanzializza attraverso un linguaggio la cui articolazione logica arretra per lasciare spazio unicamente alla naturalizzazione del solo presente.
| Editore: | Petite Plaisance |
| Collana: | Divergenze |
| Codice EAN: | 9788875881917 |
| Anno edizione: | 2017 |
| Anno pubblicazione: | 2017 |
| Dati: | 96 p., brossura |





