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Ludus/ludere. Giocare in Italia alla fine del Medio Evo Nuovo Arrivo

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Descrizione

Alla fine del medio evo (secoli XIII-XV) mentre nellItalia di vecchia tradizione comunale i regimi signorili e principeschi intensificavano il controllo sui comportamenti sociali, anche le attività ludiche diventavano motivo di crescenti attenzioni. Le autorità civili e i rappresentanti della Chiesa si preoccuparono soprattutto di combattere lazzardo. Tuttavia fu indispensabile concedere qualcosa allinfame vizio, giungendo persino, con listituzione della casa da gioco pubblica (la baratteria), a trarne talora un vantaggio economico. Cresceva, inoltre, nelle autorità laiche la consapevolezza del valore strumentale del gioco, e non solo a fini addestrativi e di ricreazione, ma anche propagandistici e sociali; il palio diventava, così, il gioco pubblico dellItalia di tradizione comunale fra Tre e Quattrocento: espressione della memoria cittadina e momento in cui far confluire istanze religiose e politiche. Anche la Chiesa giunse alla fine a riconoscere la necessità del gioco: così, alle soglie di una nuova età, se lo stato aveva assunto il monopolio dei grandi spettacoli pubblici, la Chiesa avrebbe cercato di controllare, almeno in parte, la ludicità dei singoli.

Editore: Viella
Collana: Ludica minima
Codice EAN: 9788885669413
Anno edizione: 1995
Anno pubblicazione: 1995
Dati: 236 p.